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L'uso del colore in Vertigo

  • 23 mag 2022
  • Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 19 nov 2023




Nella donna che visse due volte le tinte sono questioni simboliche in senso stretto, il colore non va solo goduto, ma decifrato.

La storia parla di Scottie, un agente di polizia che successivamente alla morte del suo partner comincia a soffrire di acrofobia, ossia la paura delle altezze. Il suo caso diventa notizia al giornale attirando l’attenzione di un suo vecchio compagno di college che lo assume per pedinare la moglie perché sospetta che quest’ultima sia posseduta dallo spirito di una sua antenata morta suicida.

Scottie inizialmente rifiuta, ma dopo aver visto la donna, di cui rimane letteralmente abbagliato, decide di prendere in carico il lavoro.


Bisogna fare molta attenzione a come Hitchcock utilizza i colori: la sala è rivestita di rosso e la macchina da presa si muove tra la folla, noi non vediamo Madeleine, ma il nostro occhio viene attirato immediatamente da una figura di spalle che ci pare chiaro si tratti proprio di lei.


E’ vestita di un verde acceso, complementare del rosso, e questo è il motivo per cui il nostro occhio viene automaticamente attirato.

Ma c’è di più: il rosso sta ad indicare il desiderio ed il pericolo allo stesso tempo.


La nascita dell’ossessione di Scottie per Madeleine viene identificata con il colore verde che indica il mistero e la magia.

Da qui in poi tutto ciò che la riguarderà sarà collegato al verde e tutto quello che riguarderà l’ossessione verso di lei al rosso.

Più avanti nella storia Scottie, dopo averla salvata dall’annegamento la porterà a casa sua, gli abiti di lui sono verdi, mentre Madeleine indossa una vestaglia rossa fornita da Scottie. Metaforicamente il suo desiderio sessuale e la sua idea di donna perfetta.


Andando più avanti con le vicende, tra Scottie e Madeleine nascerà della passione che finirà tragicamente quando la donna si getterà dal campanile di una chiesa uccidendosi.

Dopo una sequenza onirica dai colori accesi a intermittenza, verrà usata una predominanza di blu e giallo per rappresentare il ritorno alla vita reale dell’agente e il distacco dalla fantasia provocato dalla morte della donna, fino a quando non vedrà Judy, una ragazza apparentemente identica a Madeleine ma diversa nel look, vestita ovviamente di verde.


La ragazza in seguito verrà attirata da Scottie che le chiederà di trascorrere il tempo insieme a lui, dichiarando apertamente di essere interessato a lei solo per la sua somiglianza con l’amata Madeleine ormai defunta.

Veniamo quindi a scoprire che Judy in realtà è la stessa Madeleine o meglio, è l’attrice coinvolta nel piano per assassinare la moglie del vecchio compagno di College di Scottie.



Dal momento in cui veniamo a conoscenza di questo fatto, noto solo allo spettatore, Judy viene vestita di viola, un colore che esprime ambiguità e illusione, ci viene mostrata nello stesso ristorante rosso di prima, ma questa volta senza creare un vero contrasto, disturbando e disorientando lo spettatore, così come è disturbato Scottie.





La ragazza innamorata finirà per cedere a tutte le suppliche dell’uomo, diventando l’impersonificazione del suo desiderio sessuale necrofilo che culmina nella ragazza perfettamente identica all’idea che Scottie ha di Madeleine. La donna appare in un cono di luce verde nebuloso, sembra quasi una visione o un fantasma.

Il colore qui sta ad indicare la rinascita e il desiderio allo stesso tempo, il rosso non c’è più perché l’ossessione di Scottie è pienamente appagata, così come la sua necrofilia.

Hitchcock usa i due colori complementari: il verde ed il rosso per creare un senso di stordimento e disorientamento nello spettatore con due semplici colori che però hanno delle molteplici sfaccettature di significato, ma il suo ovviamente è uno dei tantissimi metodi.

Inoltre il biondo di Madeleine è una tinta artificiale che cela la donna castana che c’è sotto.

Il biondo in questione è un biondo platino, molto di moda tra le attrici del secondo dopoguerra: Marilyn Monroe, Doris Day o Lana Turner. La caratteristica principale di questo biondo è l’aspetto apparentemente finto, moderno, sconosciuto prima dell’industrializzazione.




Il rapporto tra le due donne del film è dunque basato su una serie di opposti: naturale - artificiale, autentico - costruito, vero - falso. Ma potremmo aggiungere che siccome quel biondo è prediletto dalle dive del cinema, il rapporto tra Judy e Madeleine è anche quello tra una donna comune e un’ attrice.


Madeleine è bionda perché sta interpretando una parte e anche perché tutte le attrici protagoniste dei film di Hitchcock lo sono.

Potremmo dire che Madeleine per gli abiti che indossa è cromaticamente una diva del cinema classico, mentre Judy per opposizione è a colori.


Tanto la prima è composta e inaccessibile, tanto l’altra è emotiva e diretta, tanto i capelli platino sono acconciati con perizia dai parrucchieri, tanto quelli castani sono lavati in casa e appena arruffati.

Judy ha colori più saturi di Madeleine ed è truccata in maniera più forte e vistosa, ritroviamo in questa contrapposizione l’idea che il colore appartenga agli incolti, mentre il bianco e nero sia segnale di raffinatezza culturale, ci sono molti indizi di questa differenza, Madeleine indossa orecchini minuscoli, una perla fissata sul lobo, mentre l’altra orecchini grandi vistosi ed economici, tra le due c’è dunque una differenza superficiale.



In ogni rapporto amoroso, come è noto, all’inizio cerchiamo di mostrare il meglio di noi, poi man mano che progredisce la conoscenza cominciamo a svelare la nostra natura e tutti i suoi difetti, in Vertigo viene portato sul piano della tragedia.


Quando i due si conoscono Judy recita la parte di Madeleine, artefatta per piacere, quando in vece si mostra come se stessa si trova fronte un muro, come se Scottie dicesse: “Se tu sei così, allora non ti amo più”.

Potremmo dunque dire che la storia parla di un uomo dall’animo rosso che per paura delle donne si maschera di marrone, e pedinando una donna grigia, che in realtà è verde, finisce per innamorarsene, ma quando viene riamato si spaventa e non riuscendo a sostenere il verde, vuole cambiarla, vuole rifarla grigia, acromatica, per controllarla e per controllarsi.

La fobia raccontata dalla trama ha a che vedere con il vuoto, ma quella più profonda con il verde, un colore duplice che rimanda al mondo naturale e alla marcescenza, colore di vita e di morte.

Judy è verde, personificazione del magistero femminile di dare la vita e forse di toglierla, per questo Scottie la teme.

Teme quel verde e la vuole grigia, il verde è l’analogo della paura, non tanto il vuoto, è solo una scusa ma del potere sessuale delle donne.

La morale che ci vuole dare Hitchcock è che bisogna accettare l’altro per come ci attrae, volerlo cambiare conduce alla rovina, personale e di coppia. Non si può domare il colore senza pagarne un prezzo altissimo!



 
 
 

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